{"id":2325,"date":"2024-10-18T15:37:15","date_gmt":"2024-10-18T15:37:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.rossettigroup.it\/?p=2325"},"modified":"2024-10-18T15:37:39","modified_gmt":"2024-10-18T15:37:39","slug":"tecnologie-di-stampa-digitale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rossettigroup.it\/en\/stampa\/tecnologie-di-stampa-digitale\/","title":{"rendered":"Digital Printing Technologies"},"content":{"rendered":"<p>[et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; theme_builder_area=&#8221;post_content&#8221; _builder_version=&#8221;4.20.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221;][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.20.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; theme_builder_area=&#8221;post_content&#8221;][et_pb_column _builder_version=&#8221;4.20.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; type=&#8221;4_4&#8243; theme_builder_area=&#8221;post_content&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.20.2&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; theme_builder_area=&#8221;post_content&#8221; hover_enabled=&#8221;0&#8243; sticky_enabled=&#8221;0&#8243;]<\/p>\n<p id=\"ember59\" class=\"ember-view reader-text-block__paragraph\">La tecnologia della stampa digitale \u00e8 molto varia, e dipende molto dai formati e dalle applicazioni che si vogliono realizzare. Ma diciamo che la tecnologia che va per la maggiore oggi \u00e8 quella a getto d&#8217;inchiostro.<\/p>\n<p id=\"ember60\" class=\"ember-view reader-text-block__paragraph\">In questo segmento trovano spazio stampanti che utilizzano diversi inchiostri, diversi modi di far procedere le teste sui materiali o addirittura di far procedere i materiali sotto le teste, diversi tipi di asciugatura degli inchiostri e diverse dimensioni di materiali che possono essere &#8220;dati in pasto&#8221; alle varie stampanti.<\/p>\n<p id=\"ember61\" class=\"ember-view reader-text-block__paragraph\">Tralasceremo per ora le spiegazioni sulle diverse tipologie di inchiostri che esistono, capitolo che definir\u00e0 meglio anche questo argomento della newsletter, ma ci concentriamo invece sui tipi di macchine e la nomenclatura che hanno e che si distinguono proprio per essere pi\u00f9 o meno adatte a diverse tipologie di materiali.<\/p>\n<p id=\"ember63\" class=\"ember-view reader-text-block__paragraph\">Stampanti RollToRoll: come il nome fa gi\u00e0 immaginare e comprendere, questo tipo di stampanti possono stampare dei materiali in rotolo e restituire rotoli di materiale stampato. Queste stampanti partono da dimensioni di stampa minime, come per esempio 137cm e anche meno, fino ad arrivare a 5 metri per le macchine commercializzate al momento. A queste macchine si fanno stampare materiali in rotolo, come pellicole adesive, teli di &#8220;pvc&#8221; (vedremo nel capitolo dei materiali che sono impropriamente chiamati cos\u00ec), tessuti sintetici o di origine naturale, e quasi tutto quello che nasce su rotolo. Solitamente sono stampanti che hanno un sistema di trascinamento dei materiali (per comodit\u00e0 li chiameremo media) che assomiglia a una &#8220;strizza panni&#8221; o gi\u00f9 di li, su cui corre un gruppo con montate le teste di stampa che ad ogni avanzamento coprono con il loro passaggio la parte ancora non stampata oltre eventualmente a parti gi\u00e0 stampate, sovrapponendo pi\u00f9 passaggi di stampa. Queste stampanti vanno da risoluzioni e definizioni delle immagini oramai paragonabili alla &#8220;qualit\u00e0 fotografica&#8221; al punto che alcune di esse vengono di fatto usate per riproduzioni fotografiche anche certificate, altre invece hanno delle capacit\u00e0 di produrre volumi fino a 500-1000mq all&#8217;ora, ovviamente con qualit\u00e0 &#8220;diverse&#8221;. I materiali devono essere planari e devono poter essere trainati in modo uniforme sotto i rulli in modo che non facciano grinze e\/o onde che possano toccare nelle teste di stampa.<\/p>\n<p id=\"ember65\" class=\"ember-view reader-text-block__paragraph\">Stampanti Flatbed: sono stampanti solitamente formate da un tavolo come quello di un cnc, una fresa punto punto, ma dove invece che un ponte con un utensili atti a tagliare, c&#8217;\u00e8 un ponte con un gruppo di teste di stampa. Di flatbed ce ne sono fondamentalmente di due tipi: con piano del media mobile e ponte delle teste fisse o, viceversa, con piano fisso e ponte delle teste mobile. Le prime occupano mediamente il doppio dello spazio rispetto alle sorelle a piano fisso ma spesso hanno una qualit\u00e0 relativamente alla loro produttivit\u00e0 pi\u00f9 alta, le seconde (un po&#8217; pi\u00f9 commerciali) occupano meno spazio ma mantengono comunque una qualit\u00e0 importante anche se una produttivit\u00e0 relativamente pi\u00f9 bassa. I materiali di solito stampati su questo macchine, come si pu\u00f2 desumere dalla loro conformazione sono materiali in lastre e non in rotoli, pi\u00f9 o meno flessibili, per carit\u00e0, ma non propriamente arrotolabile e con una &#8220;mano rigida&#8221;. Questi materiali devono essere uniformemente &#8220;calibrati&#8221; e non porosi, sia per motivi di stampa che per motivi di ancoraggio a mezzo pompe di sottovuoto al piano. La produttivit\u00e0 di alcune di queste macchine arriva ai 200mq\/h ma sono state prodotte macchine che arrivavano a 2000mq\/h con delle qualit\u00e0 adatte a fare packaging come quello che si vede nei supermercati.<\/p>\n<p id=\"ember68\" class=\"ember-view reader-text-block__paragraph\">Stampanti Ibride: sono stampanti che possono stampare materiali in rotolo e anche in lastra. Queste macchine sono nate per motivi pi\u00f9 commerciali che tecnici, per permettere ad eventuali operatori di acquisire con un solo investimento&#8230; E&#8217; evidente che sono macchine che per questo motivo hanno delle performance nominalmente pi\u00f9 basse rispetto a macchine specializzate, anche se sul mercato la tecnologia \u00e8 andata abbastanza avanti dal far produrre alcune macchine molto valide. Ce ne sono di due tipi: macchine Flatbed adattate a fare anche rolltoroll e macchine rolltoroll adattate a stampare anche materiali rigidi. Le prime hanno un piano completato di solito con dei rulli di rilascio e di ripresa del materiale vergine prima e stampato poi, a volte anche con un piano &#8220;trasportatore&#8221; (<a class=\"app-aware-link \" href=\"https:\/\/www.google.com\/search?q=conveyor&amp;spell=1&amp;sa=X&amp;ved=2ahUKEwjg9-qR__f-AhX-SfEDHbiAAs0QBSgAegQICBAB\" target=\"_self\" data-test-app-aware-link=\"\" rel=\"noopener\"><em><strong>conveyor<\/strong><\/em><\/a>) che accompagna il materiale nella sua transizione, le seconde, le rolltoroll adattae a fare i materiali rigidi, montano dei piani davanti e dietro ai rulli per far scorrere i materiali rigidi da stampare quando non vengono messe in stampa delle bobine di media flessibili. Le prime sicuramente pi\u00f9 adatte ad applicazioni di materiali rigidi e utili in caso di necessit\u00e0 di fare del flessibile, mentre le seconde sono pi\u00f9 adatte a fare del flessibili e all&#8217;uopo possono produrre anche rigidi. Nel secondo caso, ma nelle ibride solitamente tutte, l&#8217;impossibilit\u00e0 di fissare un media a un piano in modo certo e sicuro, pu\u00f2 creare qualche imbarazzo nel riuscire a riposizionare sempre nello stesso punto diversi passaggi di stampa o layers d&#8217;inchiostro per la produzione di immagini a rilievo o &#8220;materiche&#8221;, ma anche qui la tecnologia (e pi\u00f9 spesso alcuni validi operatori) sono riusciti a mettere una pezza anche a queste applicazioni.<\/p>\n<p id=\"ember69\" class=\"ember-view reader-text-block__paragraph\">La prossima volta parleremo degli inchiostri e delle loro &#8220;specialit\u00e0&#8221;, e come solitamente sono abbinati alle diverse tecnologie e perch\u00e8.<\/p>\n<p id=\"ember70\" class=\"ember-view reader-text-block__paragraph\">Spero di avervi dato anche questa volta qualche spunto di riflessione.<\/p>\n<p id=\"ember71\" class=\"ember-view reader-text-block__paragraph\">Alla prossima.<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La tecnologia della stampa digitale \u00e8 molto varia, e dipende molto dai formati e dalle applicazioni che si vogliono realizzare. 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